Colombia: scontri tra governo e popolazione per la riforma fiscale, 19 morti

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Le proteste in Colombia, Fonte: Getty Images
Le proteste in Colombia, Fonte: Getty Images

In Colombia si stanno svolgendo delle proteste contro la riforma fiscale e il presidente Ivan Duque. Sono state uccise 19 persone.

L’atmosfera di questi giorni in Colombia è tutto fuorché tranquilla. In molte città dello Stato si stanno verificando delle proteste contro il presidente Duque e il suo governo.

Gli scontri sono stati in alcuni casi molto violenti e hanno portato alla morte di 19 persone.

Ma perchè la popolazione si è mossa per protestare?

Colombia, Fonte: Getty Images
Colombia, Fonte: Getty Images

La pandemia in Colombia e l’aumento della povertà

Negli scontri hanno perso la vita 19 persone, 18 civili e un agente di polizia, mentre centinaia di persone sono rimaste ferite.

Le proteste erano sorte per contestare una proposta di riforma fiscale, subito ritirata dal governo. Per riparare al danno fatto il ministro delle Finanze, Alberto Carrasquilla, ha dato le dimissioni. Questo però non è servito a placare gli animi, già fortemente turbati.

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Proteste contro la riforma fiscale in Colombia, Fonte: Getty Images
Proteste contro la riforma fiscale in Colombia, Fonte: Getty Images

Il malcontento generale della popolazione è infatti da ricercarsi anche altrove. La gestione della pandemia è stata molto contestata. In Colombia infatti è stato imposto uno dei lockdown più lunghi al mondo.

Questo ha provocato inevitabilmente dei gravissimi problemi economici. Ad oggi si contano 500mila attività chiuse e la povertà salita a livelli impensabili. Al momento il 43% della popolazione può considerarsi nella fascia di povertà, il 7% in più rispetto all’anno scorso.

Le violenze hanno avuto luogo nelle grandi città, come Cali, Medellìn e la capitale Bogotà.

I manifestanti hanno distrutto banche e negozi e le forze dell’ordine hanno riposto alle proteste con il fuoco.

Ad aggravare ulteriormente una situazione già critica, ci sono le uccisioni. Fra i morti si contano anche due adolescenti.

Tra il 28 aprile e il 1 maggio sono rimasti feriti 457 agenti di polizia e 254 civili. Le attività di protesta sono state 1.120 in tutto il Paese.

Durante i disordini, 364 persone sono state catturate e 30 minori sono stati fermati.

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