Caitlyn Jenner: “Sarò questo per tutta la vita?” intervista con Noah Beck.

La famiglia Jenner è una famiglia un po’ particolare, piena di cose da scoprire. Oggi la madre transgender Caitlyn Jenner ci racconta della sua esperienza alle Olimpiadi del 1978.

Caitlyn Jenner - fonte Gettyimages
Caitlyn Jenner – fonte Gettyimages

Conoscete il programma di Noah Beck dedicato alle interviste dei vip in macchina? Ieri Noah ha caricato un video su Youtube della durata di 32 minuti. Il video riprende l’intervista integrale avvenuta con Caitlyn Jenner nella sua auto.

Il discorso che racconta Caitlyn, la madre trans delle sorelle Jenner, è molto toccante. Racconta degli anni in cui era giovane e soprattutto come è arrivata alle Olimpiadi del 1978. Infine spiega anche come si è sentita dopo il termine delle stesse.

Caitlyn Jenner – L’intervista sulle Olimpiadi

Caitlyn inizia il suo discorso spiegando che alle scuole superiori ha avuto l’opportunità di fare molto sport.

“Lo sport ha cambiato la mia vita”

Caitlyn Jenner in California- fonte Gettyimages
Caitlyn Jenner in California- fonte Gettyimages

Inizia Caitlyn. Racconta di aver scoperto il suo talento un giorno, quando all’ultimo anno, durante la lezione di educazione fisica. Il suo professore gli chiese di svolgere une prova di velocità con i coni e lui stupì tutti.

“Non ho mai pensato in vita mia di poter arrivare così lontano”

Caitlyn, che allora si chiamava ancora William, non si aspettava nemmeno di arrivare nella prima squadra. Quando poi arrivò alle Olimpiadi e le vinse cambiò attegiamento.

“Mi sono guardato allo specchio e ho pensato… chi cavolo sono? Ho creato questo personaggio così importante, ma quello non sono io

Poi specifica:

“O almeno io non sono solo quello, lo sport è solo una parte di me”

Ci racconta che negli anni ’50 / ’60 lui sapeva già di avere delle questioni sulla propria identità da risolvere, ma che in quegli anni, se hai un problema stai zitto e vai avanti.

Le sue parole sono commoventi, Caitlyn racconta a Noah della sua storia come se fosse il suo migliore amico.


Voi che ne pensate? Purtroppo non c’era abbastanza libertà di espressione all’epoca.

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