“Mortale”: testo originale e videoclip ufficiale del nuovo singolo di Nayt

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Nayt
(foto: Instagram)

Mortale: testo originale e videoclip ufficiale del nuovissimo singolo del rapper Nayt, fuori ora su tutte le piattaforme digitali.

Nayt è un giovane artista di soli 26 anni, emerso quale anno fa. Dopo una lunga attesa, il rapper, torna in pista con brano che promette già un successo clamoroso. I fan aspettano una nuova uscita orami da parecchio tempo, l’ultima pubblicazione infatti risale a circa un anno fa con l’album “Mood”.

Nayt
(foto: Instagram)

“Mortale”: testo originale e videoclip ufficiale del nuovissimo pezzo del rapper Nayt, fuori ora su tutte le piattaforme digitali

Per chi non lo sapesse, Nayt, ha iniziato la sua carriera circa 12 anni fa. Fino ad oggi ha pubblicato 5 album e svariati singoli. Il vero successo però arriva nel 2018 con la pubblicazione del singolo: “Gli occhi della tigre”.

 

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Successivamente molti brani pubblicati precedentemente a questo hanno raggiunto un successo inaspettato, tra questi ricordiamo ad esempio: “Noi Due”, “Autovelox”, “Piove”. Dopodiché arrivano per lui anche moltissime proposte di collaborazione.

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Ha infatti collaborato con colossi della musica come: Gemitaiz, MadMan, LowLow, Tha Supreme e molti altri. Diventando così un rapper affermato.

 

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Testo originale del brano 

Yea
3D Baby

Fuori sorrido, mi riparo da quello che ho dentro
Dammi il cervello, lo spengo
Lei bella senza rossetto
Duecento sogni mai più su un cassetto
Sto, sto diventando grande
Paranoie che c’ho, poi mi verranno le altre
Mo’ non me ne fotte di niente, sono del mio umore
Tu vai in studio, esce sempre solo del rumore
Rappo sul beat, non sento niente
Come quando 3D ne gira sette
Quando rappo sul mic è un tiro a segno
Chiudo un altro CD, firmo un assegno
Chiedono dov’è il tu con il freddo
Chi vuoi fottere tu? Non mi fermo
Sto pensando alle brutte e tiro un destro al sacco
Soffro per tutto e scrivo un testo, spacco, okay
Rappo bene, non mi annoio
Sento mille cose, nei pezzi non parlo solo del mio portafoglio
Soldi facili sono un imbroglio, sveglia
Tu sai già chi sono, seguo una missione
Cerco fuori dagli schemi una visione
Mi chiedo a cosa serve ciò che ottengo
Imparo sempre più dalle cose che perdo

Ho detto: “Basta” a mille cazzate
Chiuso con certa gente che è da ammazzare
Quando a scuola affacciato sul davanzale
Deludevo mia madre, odiavo mio pa’
Cicatrici, le pare sono avanzate
Ho amato donne che erano stronze viziate
Passi avanti, ma ritorno a quello iniziale
A volte non sono forte come credi

Non so aprire le porte, tengo dentro
Ma lei come lo porto in ogni posto
Per toccare le corde di chi soffre
Devi toccare il fondo dov’è nero
Cerco di andare oltre, allungare la corsa
Superare la morte, evitarne la morsa

Potrei farmi da parte, starmene a posto
Fingermi grande e fare l’opposto
Vivere d’arte, ignorarne il costo
Tra-traumi che ho addosso
Non li cancella la roba che indosso
Non mi danneggia la droga che assumo
Non più di quanto mi tenga al sicuro
Nuovo CD, ancora classiconi
Mi sente e vuole farsi fuori
Fra’, Kill Bill, cinque passi e muori
Dove li incassi i money, dai
Fumi il gas, esplodi
Solo pasti buoni in casa mia
Zero parsimonia, porto il pane, alzo i cori
È la prassi, suono in settime poi bassi toni
Scrivo ventitre incastri nuovi (E sti cazzi?)
Dicono: “Nayt, dov’è?”, ma non ho il fisico di Bud Spencer
Il flow ti prende, ti dà sberle
Rappi sembra un pezzo de’ Baustelle (Ti piacerebbe)
Te [?] sul beat ammetto che non vali
Casca il soffitto, il tetto del locale
Tu vai in classifica e fai schifo uguale
Il rap non va più di moda, meno male
Spero a qualcosa serva, lottavo per non finire solo
Quando rivedo tutta la merda penso: “Non vorrei morire sobrio”
Un giorno vorrei mollare, smaltire st’odio
Provare ad essere buono, spartire l’oro
Non bruciare più dieci cartine all’ora
Sta roba non mi completa più

Ho detto: “Basta” a mille cazzate
Chiuso con certa gente che è da ammazzare
Quando a scuola affacciato sul davanzale
Deludevo mia madre, odiavo mio pa’
Cicatrici, le pare sono avanzate
Ho amato donne che erano stronze viziate
Passi avanti, ma ritorno a quello iniziale
A volte non sono forte come credi

Non so aprire le porte, tengo dentro
Ma lei come lo porto in ogni posto
Per toccare le corde di chi soffre
Devi toccare il fondo dov’è nero
Cerco di andare oltre, allungare la corsa
Superare la morte, evitarne la morsa, uh-uh-uh

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Desirèe Cirisano

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